IDENTIKIT E CONTRADDIZIONI
L’identikit della traditrice: dalla seriale a quella alle prime armi
C’è chi ha già una risposta per tutto e chi, al primo appuntamento clandestino, riesce soltanto a chiedere dove si parcheggia. Otto ritratti della povera traditrice.
Ritratti di costume, con scene, battute e frasi originali. Le letture di riferimento accompagnano il commento del Narratore.
Appena si scopre che una donna ha tradito, qualcuno si offre di spiegarla. Era infelice, cercava attenzioni, voleva vendicarsi. Se dice che desiderava fare sesso, le chiedono di pensarci meglio, magari sotto c’è qualcosa di più presentabile. Il Narratore preferisce lasciarla parlare. Potrebbe sorprenderci, oppure ripetere una frase che abbiamo già sentito da un uomo con la fede al dito.
La povera traditrice cambia abitudini, motivi e grado di esperienza. Questi otto ritratti sono personaggi di costume, con parecchie possibilità di sovrapporsi. Nessuno si riconosce dal rossetto nuovo o da un telefono appoggiato sul tavolo. Per capire una storia occorre ascoltarla, soprattutto quando smette di convenire a chi la racconta.
1. La seriale
Quando l’amante le chiede se abbia mai fatto una cosa del genere, concede una pausa di durata impeccabile. «Non così.» È una risposta che permette a tutti di sentirsi un’eccezione e a lei di evitare un riepilogo. La seriale conosce l’entusiasmo dell’inizio, ma anche la conversazione che arriva quando qualcuno vuole più spazio. La povera traditrice sostiene che ogni volta sia diversa, e può perfino avere ragione sui sentimenti. Il dettaglio ripetuto riguarda le persone alle quali non ha raccontato tutto. Su quello, però, preferisce tornare al carattere unico dell’incontro.
2. La collezionista di conferme
Durante una cena rilegge sotto il tavolo un messaggio di quattro parole. «Non riesco a dimenticarti.» Ha già controllato tre volte che sia ancora lì. La collezionista desidera sapere quale effetto produce e può trovare insopportabile che un interesse diventi tiepido, anche quando non vuole una relazione con quella persona. «Mi faceva sentire speciale», spiega. Poi si irrita perché lui ha usato la stessa parola nel commento alla fotografia di un’altra. La povera traditrice chiedeva una conferma della propria libertà, ma sul desiderio altrui sembra avere un regolamento piuttosto dettagliato.
3. La sentimentale
Ricorda che l’amante ha una visita il mercoledì e gli scrive appena esce. Più tardi accompagna il marito a ritirare gli occhiali, gli sistema il colletto e prova tenerezza anche per lui. La sentimentale può voler bene a entrambi senza che uno dei due sentimenti sia una recita. «Non posso comandare quello che provo», dice, e su questo merita ascolto. Il problema arriva quando usa quella frase anche per spiegare ciò che decide di nascondere. La povera traditrice vorrebbe conservare due legami e ottenere il permesso di parlarne soltanto quando nessuno potrà più farle domande scomode.
4. La scontenta che rimanda
Ha preparato un discorso per chiudere la relazione, ma lo rimanda fino a dopo una scadenza. Prima il lavoro del partner, poi un compleanno, quindi le ferie già pagate. Nel frattempo frequenta un’altra persona e le assicura che manca poco. La povera traditrice può avere paure concrete, economiche o familiari, che meritano rispetto. Può anche apprezzare che il rinvio le consenta di tenere entrambe le cose. «Non è il momento giusto», ripete. L’amante vorrebbe sapere almeno quale anno debba tenere libero. Lei gli chiede di non aggiungere pressione a una situazione già difficile.
5. La vendicatrice
Dopo l’incontro immagina la faccia del partner quando saprà. In quel pensiero c’è il risarcimento che sperava di ottenere. «Adesso capirà», dice all’amica, ma alla domanda «tu come stai?» deve cercare un’altra risposta. La vendicatrice ha una ferita da mostrare e sceglie di provocarne una simile. La povera traditrice pretende poi che l’altra persona riconosca la perfetta proporzione fra torto subito e torto restituito. L’amante, nel frattempo, potrebbe scoprire di aver partecipato a una discussione che durava da prima del loro incontro. Nessuno si era preso la briga di avvertirlo.
6. La digitale
«Non ci siamo mai toccati.» Lo precisa prima ancora che il partner le chieda che cosa contenessero quei messaggi. La digitale ha condiviso desideri, intimità e ore di attenzione, ma conta di risolvere la discussione con l’assenza di un incontro. Una chat non è di per sé un tradimento. Se però viola gli accordi della coppia, la distanza fisica non chiarisce da sola la questione. La povera traditrice definisce tutto «una cosa senza importanza». Quando l’altra persona smette di rispondere, passa la serata a controllare il telefono. L’importanza, a quanto pare, dipende anche da chi deve valutarla.
7. Quella con due vite stabili
Conosce i vicini dell’amante e il nome del medico del marito. Una relazione comprende le vacanze di famiglia, l’altra un’abitudine del giovedì che dura da anni. Non aspetta per forza una decisione definitiva. Forse desidera proprio che la vita continui così. «Non voglio perdere nessuno», ammette la povera traditrice, ed è una frase più chiara di molte promesse di separazione. Resta da sapere quanto gli altri conoscano della situazione. Lei chiama equilibrio il fatto di essere riuscita a mantenerla. Il Narratore vorrebbe sentire anche il parere delle persone che contribuiscono a quell’equilibrio senza conoscerne tutti i dettagli.
8. Quella alle prime armi
Arriva all’appuntamento con domande che non sa ancora formulare. Ha desiderato quel momento, poi si sorprende di provare entusiasmo e disagio nella stessa mezz’ora. Dopo racconta all’amica anche il colore delle sedie, perché non riesce a decidere quale dettaglio conti davvero. «Non sono il tipo», dice. La povera traditrice alle prime armi deve fare i conti con un gesto che contraddice l’idea che aveva di sé. Può fermarsi, parlare, continuare o pentirsi. L’inesperienza non garantisce nessuno di questi esiti. E la prima volta, per chi la scopre, non è per forza una versione meno dolorosa.
Una donna può riconoscersi in più di un ritratto, attraversarne diversi o non ritrovarsi in nessuno. Il Narratore non le chiede di rendere ogni desiderio edificante e non pensa che una relazione felice impedisca di desiderare altro. Le chiede di raccontare anche le scelte, con la stessa precisione che dedica ai sentimenti. La povera traditrice ha diritto alla propria complessità. Anche chi le sta accanto ha diritto a conoscere abbastanza della storia per decidere se restarci.
«La povera traditrice chiede di non essere giudicata. Il Narratore, per ora, vorrebbe solo sapere come finisce.»
RIFERIMENTI E LETTURE
Note e letture
Gli otto ritratti sono una costruzione narrativa, non una classificazione psicologica. Le letture seguenti offrono un contesto sui motivi dichiarati e sulla ripetizione dell’infedeltà; non stabiliscono tipi maschili o femminili. La frase in evidenza è originale.
- Selterman, D., Garcia, J. R., e Tsapelas, I. (2019). Motivations for Extradyadic Infidelity Revisited. The Journal of Sex Research, 56(3), 273–286. DOI 10.1080/00224499.2017.1393494. Il questionario su 495 partecipanti rileva motivazioni diverse, fra cui ricerca di conferme, rabbia, varietà e fattori legati alla relazione. Sono racconti dei partecipanti, non spiegazioni certe di ogni singola storia.Leggi lo studio ↗
- Knopp, K., Scott, S., Ritchie, L., Rhoades, G. K., Markman, H. J., e Stanley, S. M. (2017). Once a Cheater, Always a Cheater? Serial Infidelity Across Subsequent Relationships. Archives of Sexual Behavior, 46(8), 2301–2311. DOI 10.1007/s10508-017-1018-1. Lo studio segue 484 adulti attraverso due relazioni e trova un’associazione fra infedeltà precedente e successiva. Un rischio maggiore osservato in un gruppo non rende inevitabile la ripetizione per una persona.Leggi lo studio ↗
Il NarratoreINFEDELI — Parola ai traditori