DESIDERIO, SEGRETI E RICERCA / 01
«Mio marito va
con donne trans».
Quando la scoperta
manda in pezzi
la fiducia.
Quanto di lui conoscevi?
E quanto della vostra vita?
Il trauma della scoperta, le domande sull’orientamento e gli accordi infranti. Tre studi per ragionare, senza trasformare le persone in diagnosi.

Una lettura del Narratore, basata su ricerche e documenti istituzionali. La frase del titolo introduce il tema: non è una testimonianza raccolta né un caso clinico.
Una frase può contenere più domande di quante riesca a pronunciarne: «Mio marito va con donne trans». Da quanto tempo? Mi ha mai desiderata? Chi altro lo sapeva? E quella, forse più difficile da dire: che cosa significa, adesso, essere stata sua moglie?
La scoperta di una relazione nascosta può costringere a rileggere anche le giornate più ordinarie. Una trasferta, un’assenza, una risposta diventano indizi. Il passato rimane lo stesso; cambia ciò che crediamo di sapere sul passato. In questo articolo parto da qui: dalla possibilità che una persona si senta privata della versione della propria vita in cui aveva abitato fino al giorno prima.
Occorre però sapere che cosa è stato scoperto. Una fantasia, un video, una chat, un incontro sessuale e una relazione duratura sono fatti diversi. Anche il significato di “tradimento” dipende dagli accordi della coppia. L’identità trans di una donna, da sola, non racconta nessuno di questi fatti.
Quando la scoperta viene vissuta come un trauma
La parola “trauma” merita attenzione. Può esprimere un’esperienza devastante; in ambito clinico ha requisiti più precisi. Usarla per descrivere il proprio dolore non equivale a ricevere una diagnosi di disturbo da stress post-traumatico, o PTSD.
73 giovani adulti.
Una sofferenza da prendere sul serio.
Nel 2019, Roos e colleghi hanno studiato 73 persone non sposate, con un’età media di circa 19 anni, che avevano vissuto un’infedeltà del partner nei cinque anni precedenti. Il 45,2% riportava sintomi che gli autori descrivevano come compatibili con un possibile PTSD legato all’infedeltà. [1]
Il dato riguarda quel piccolo campione: non è una percentuale delle mogli tradite, non riguarda specificamente relazioni con donne trans e non equivale a diagnosi cliniche confermate.
I criteri diagnostici del PTSD richiedono, tra le altre condizioni, l’esposizione a morte, lesioni gravi o violenza sessuale, effettive o minacciate. La scoperta di un’infedeltà, da sola, generalmente non soddisfa questo requisito. Sintomi simili possono comunque essere intensi e meritare una valutazione. [2]
Chi soffre non deve ottenere una diagnosi per avere diritto a essere ascoltato. E chi ha tradito non può risolvere la questione discutendo se la parola scelta dalla moglie sia abbastanza scientifica.
«Allora è gay?» La domanda non basta
Una donna trans è una donna. Il termine “trans” riguarda la sua identità di genere; non indica una professione, una particolare anatomia o ciò che fa nell’intimità. L’Organizzazione mondiale della sanità chiarisce che le identità trans non sono condizioni di malattia mentale: nell’ICD-11 l’incongruenza di genere è stata spostata fuori dal capitolo dei disturbi mentali. [3]
Quanto all’uomo, un’informazione sui suoi incontri non consente di assegnargli automaticamente un orientamento. Operario e colleghi, in uno studio pubblicato nel 2008, hanno intervistato in profondità 46 uomini che avevano rapporti con donne trans a San Francisco. Hanno rilevato modi diversi di definire il proprio orientamento, senza una corrispondenza coerente tra etichette dichiarate, attrazioni e comportamenti. È una ricerca qualitativa locale, nata nell’ambito della prevenzione HIV: non un censimento dei mariti né uno strumento per diagnosticare il singolo. [4]
La conclusione che ne ricavo è semplice: serve una conversazione con quella persona. “Eterosessuale”, “bisessuale”, “gay” possono nominare un’identità; nessuna di queste parole chiarisce da sola da quanto tempo qualcuno mentisse, che cosa desideri oggi o quale relazione sia disposto a costruire.
E nessuna assolve dalla responsabilità di rispondere alle domande concrete. Si può essere ancora incerti su come definirsi ed essere molto precisi su ciò che si è fatto.
Desiderare qualcuno e riconoscerlo
Esiste un altro lato della storia: la persona desiderata. Una donna trans può avere sentimenti, aspettative, informazioni incomplete. Non sappiamo se conoscesse il matrimonio, se le fosse stata raccontata una separazione o se ci fosse un accordo diverso. Non possiamo darle una parte già scritta.
Uno studio di Brandon Andrew Robinson, pubblicato su Men and Masculinities nel 2023, analizza oltre 200 post e discussioni Reddit sull’attrazione di uomini cisgender verso donne trans. In quei discorsi l’autore individua la coesistenza di desiderio, oggettivazione e svalutazione delle donne, anche nel tentativo di riaffermare una mascolinità tradizionale. Il materiale è costituito da conversazioni online, non da 200 uomini intervistati e verificati; non rappresenta tutti gli uomini attratti da donne trans. [5]
È uno spunto per una domanda, non una sentenza sul marito: come tratta le persone che desidera? Sa parlarne con rispetto anche quando teme il giudizio degli altri? Se per difendersi dalla moglie umilia la donna incontrata, sta usando una persona per rendere più presentabile la propria condotta.
Il segreto ha conseguenze anche per chi non lo conosce
Posso riconoscere a un uomo la libertà del desiderio. Posso ascoltare la sua paura di essere giudicato, la difficoltà di nominarsi, perfino la contraddizione di amare sua moglie e cercare altre persone. Non gli chiederò di inventarsi una malattia per rendere comprensibile ciò che vuole.
Gli chiederò, però, quanto spazio abbia lasciato alla libertà degli altri. Se la moglie credeva di vivere una relazione esclusiva, decideva sulla base di quella convinzione. Se l’altra donna lo credeva libero, anche lei disponeva di una versione incompleta. Il segreto distribuiva la possibilità di scegliere in modo molto diseguale.
Il desiderio gli appartiene.
Le decisioni degli altri, anche quando lo spaventano, appartengono agli altri.
Accettare che esista quell’attrazione non obbliga una moglie ad accettare incontri nascosti. E riconoscere il suo dolore non autorizza a trasformare le donne trans in una categoria umiliante. Le due cose possono stare nella stessa frase, senza che una cancelli l’altra.
Dopo la scoperta: le domande che servono
Prima di chiedere «chi sei davvero?», può essere utile ottenere risposte a domande più circoscritte: che cosa è successo? Gli incontri continuano? Quali accordi sono stati infranti? Che cosa vuoi da questa relazione, adesso? La precisione non risolve il dolore, ma permette di capire su quali fatti si sta decidendo.
C’è poi la salute sessuale. Se ci sono stati rapporti esterni alla coppia, la valutazione riguarda le esposizioni concrete, le pratiche e le protezioni utilizzate. L’identità trans di una persona non è una diagnosi di infezione. Le infezioni sessualmente trasmesse possono essere asintomatiche: un medico o un centro IST può valutare quali test siano indicati e quando eseguirli. È una questione da affrontare dopo qualunque esposizione pertinente, indipendentemente dall’identità dei partner. [6]
Se l’angoscia, l’insonnia o i pensieri ricorrenti persistono e ostacolano la vita quotidiana, uno psicologo o uno psicoterapeuta può aiutare a capire che cosa sta accadendo. Il sostegno individuale può essere cercato anche quando l’altro non vuole partecipare. Nessuno deve aver già deciso se restare per poter chiedere aiuto.
Restare, separarsi, chiedere tempo o provare a rinegoziare gli accordi sono possibilità. Non esiste una scelta capace, da sola, di dimostrare quanto una persona sia aperta, forte o innamorata. Un nuovo accordo ha senso se entrambi possono accettarlo liberamente, compresa la possibilità di dire di no.
Alla frase del titolo, dunque, non aggiungerei subito una spiegazione. Aggiungerei una domanda: «Che cosa ti ha ferita, e che cosa hai bisogno di sapere?». Perché una moglie può voler capire il desiderio del marito e, nello stesso momento, decidere che non vuole più vivere con lui. Comprendere una persona non significa prometterle di restare.
Il NarratoreINFEDELI — Parola ai traditori
PER LEGGERE, CONTROLLARE, APPROFONDIRE
Fonti e limiti
Le ricerche citate studiano popolazioni diverse. Nessuna misura specificamente il trauma delle mogli che scoprono incontri del marito con donne trans. Il testo distingue i risultati degli studi dalle riflessioni del Narratore; offre informazione, non una valutazione clinica individuale. Fonti consultate il 20 ottobre 2026.
- Roos, L. G., O’Connor, V., Canevello, A., & Bennett, J. M. (2019). Post-traumatic stress and psychological health following infidelity in unmarried young adults. Stress and Health, 35(4), 468–479. DOI: 10.1002/smi.2880. Leggi l’abstract ↗
- National Center for PTSD, U.S. Department of Veterans Affairs. PTSD and DSM-5. Requisiti diagnostici del PTSD, incluso il criterio A. Consulta i criteri ↗
- Organizzazione mondiale della sanità. Gender incongruence and transgender health in the ICD. Inquadramento nell’ICD-11 e distinzione dalle malattie mentali. Leggi la scheda OMS ↗
- Operario, D., Burton, J., Underhill, K., & Sevelius, J. (2008). Men Who Have Sex with Transgender Women: Challenges to Category-based HIV Prevention. AIDS and Behavior, 12, 18–26. DOI: 10.1007/s10461-007-9303-y. Leggi l’abstract ↗
- Robinson, B. A. (2023; online 2022). Transamorous Misogyny: Masculinity, Heterosexuality, and Cis Men’s Sexist Desires for Trans Women. Men and Masculinities, 26(3), 356–375. DOI: 10.1177/1097184X221148208. Leggi lo studio ↗
- Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro. Infezioni sessualmente trasmesse: informazioni generali. Trasmissione, infezioni asintomatiche, diagnosi e prevenzione. Consulta la scheda ISS ↗