STORIE DI TRADIMENTONESSUN NOME. MOLTE DOMANDE.LIBRI E CINEMA
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LIBRI E CINEMA

Film e libri d’amore. Ci sono sempre di mezzo le corna?

Da Shakespeare a I ponti di Madison County, cinque storie in cui cambia tutto: il tradimento è reale, inventato oppure soltanto desiderato. E noi da che parte ci mettiamo?

CULTURA, SPETTACOLO, RELAZIONI

Questo articolo contiene anticipazioni decisive sulle trame, compresi alcuni finali. Le letture delle opere sono riflessioni del Narratore; i riferimenti consentono di verificare i fatti narrati.

Al cinema siamo molto più comprensivi?

Una donna sposata incontra un altro uomo. Se è una conoscente, qualcuno domanda subito che persona sia. Se è la protagonista di un film, possiamo passare due ore a sperare che lo raggiunga. Gli accordi del matrimonio non sono cambiati. È cambiata la quantità di tempo che abbiamo trascorso dentro il suo desiderio.

Non accade a ogni spettatore, ma è una contraddizione che vale la pena osservare. La storia ci concede accesso a ciò che, nella vita degli altri, spesso ignoriamo. Un’attesa, un’esitazione, un’insoddisfazione acquistano spazio. Prima di decidere se approviamo, abbiamo già cominciato a capire.

Dire che in ogni film o libro d’amore ci siano le corna sarebbe troppo comodo. Ci sono storie costruite sulla distanza, sulle differenze sociali, sulla malattia, sulle scelte incompatibili. E perfino quando compare un terzo, non sempre esiste un tradimento. Ecco cinque opere, fra romanzi, teatro e cinema, che chiedono di fare attenzione alla differenza.

Molto rumore per nulla. Le corna le ha inventate qualcun altro

Nella commedia di William Shakespeare, Claudio crede che Hero abbia un amante. La macchinazione di Don John riesce, e Claudio la respinge durante il matrimonio. Hero è innocente; l’inganno viene scoperto e il finale ricompone le coppie. Prima, però, la sua reputazione è stata distrutta davanti a tutti. [1]

L’equivoco, qui, è organizzato. Qualcuno costruisce un’accusa e qualcun altro le concede più credito della persona che dice di amare. Per me è questo il punto più scomodo della commedia. Claudio arriva alle nozze già convinto di sapere tutto; Hero deve difendersi da una storia scritta in sua assenza.

Il lieto fine ci permette di uscire dal teatro sollevati. Possiamo comunque portarci dietro una domanda. Quanto vale una promessa d’amore, se la fiducia nel primo accusatore arriva così in fretta?

Otello. La certezza può essere falsa, le conseguenze no

In Otello, Iago usa insinuazioni, conversazioni fraintese e un fazzoletto per convincere il protagonista che Desdemona lo tradisca con Cassio. Quel tradimento non è avvenuto. Otello uccide Desdemona e scopre l’inganno quando ormai lei è morta. [2]

Chiamarla soltanto una storia di gelosia rischia di lasciare indisturbata una parola che sembra spiegare tutto. La tragedia mette davanti a una responsabilità. Otello trasforma la convinzione di essere stato tradito nel diritto di punire. La manipolazione di Iago fa parte della vicenda; non rende l’uccisione una dimostrazione d’amore.

Accostare questa tragedia a una commedia romantica è scomodo, ma serve. Il sospetto non è una prova, nemmeno quando chi sospetta soffre. E la sofferenza non concede autorità sul corpo o sulla vita dell’altra persona. Fuori dal teatro, questa distinzione conta ancora di più.

Anna Karenina. Qui il tradimento c’è

Nel romanzo di Lev Tolstoj, Anna è sposata e si innamora del conte Vronskij, un ufficiale. La loro relazione appartiene ai fatti della storia, sullo sfondo dell’alta società russa. Non serve cercare un malinteso che possa assolvere tutti. [3]

Da lettore, mi interessa il disagio che nasce proprio da questa chiarezza. Sapere che una promessa è stata infranta non risponde a ogni domanda sulla persona che l’ha infranta. Posso riconoscere il danno e continuare a voler sapere che cosa Anna desideri, quali possibilità veda, quale prezzo sia disposta a pagare.

Un personaggio smette di essere interessante quando gli chiediamo soltanto di confermare il nostro giudizio iniziale. La letteratura può concedergli il tempo che una conversazione di condominio gli negherebbe. Non ci obbliga a essere d’accordo con lui. Ci chiede di restare abbastanza a lungo da incontrare anche ciò che ci mette in difficoltà.

I ponti di Madison County. Quando desideriamo che l’incontro continui

Nel film diretto e interpretato da Clint Eastwood, tratto dal romanzo di Robert James Waller, Francesca Johnson incontra il fotografo Robert Kincaid mentre il marito e i figli sono lontani. Nei quattro giorni che trascorrono insieme nasce una relazione. Francesca è interpretata da Meryl Streep. [4]

È un esempio utile per osservare il nostro modo di guardare. Se partecipiamo a quell’incontro, possiamo desiderare che duri. La parola “adulterio” continua a descrivere ciò che accade, ma non esaurisce più quello che abbiamo visto. Abbiamo seguito due persone, non compilato una casella.

Questo coinvolgimento lascia una domanda aperta anche sulla narrazione. Di chi conosciamo meglio la voce? A chi vengono concessi il primo piano, il tempo, le esitazioni? La nostra comprensione può dipendere anche da questa distribuzione dell’attenzione. Vale la pena ricordarsene quando una storia vera ci arriva raccontata da una sola delle persone coinvolte.

Eyes Wide Shut. Il desiderio confessato basta a sconvolgere un matrimonio

Nel film di Stanley Kubrick, ispirato a Doppio sogno di Arthur Schnitzler, Alice racconta al marito Bill le fantasie erotiche provate per un uomo incontrato in vacanza. La confessione lo turba e precede il suo percorso notturno per New York. Il fatto raccontato da Alice è un desiderio; trasformarlo nella prova di un rapporto consumato significherebbe cambiare la storia. [5]

La domanda, allora, si fa più precisa. Che cosa pensava Bill di sapere della moglie? Un accordo di esclusività può riguardare i comportamenti. Non rende accessibile ogni pensiero dell’altro, né garantisce che non proverà mai attrazione.

Questo non rende irrilevante una confessione o impossibile sentirsi feriti. Impone però di nominare ciò di cui si sta parlando. Una fantasia, una menzogna, un incontro e una relazione parallela possono sollevare domande diverse. Metterli tutti nella stessa frase rende il litigio più rapido e la comprensione più difficile.

Forse ci interessa anche scoprire quanto siamo coerenti

In queste cinque storie l’infedeltà non svolge la stessa funzione. Una volta è un’accusa costruita, un’altra una convinzione falsa; può essere una relazione reale oppure un desiderio confessato. La somiglianza del tema non cancella le differenze fra i fatti.

È qui che film e libri possono disturbarci in modo utile. Ci fanno riconoscere una persona anche quando non vorremmo approvare ciò che fa. Oppure ci mostrano quanto male possa fare chi si sente innocente, offeso, autorizzato a emettere una sentenza.

Non tutti i grandi amori hanno bisogno delle corna. Molte grandi storie, invece, hanno bisogno di una domanda alla quale non possiamo rispondere soltanto ripetendo ciò che abbiamo sempre detto. Tu, per esempio, per chi facevi il tifo? E avresti usato le stesse parole se quella persona fosse stata tua moglie, tuo marito o l’amante di uno dei due?

Il NarratoreINFEDELI — Parola ai traditori

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Fonti e contesto

Questo articolo contiene anticipazioni decisive sulle trame, compresi alcuni finali. Le letture delle opere sono riflessioni del Narratore; i riferimenti consentono di verificare i fatti narrati. Fonti consultate il 20 ottobre 2026.

  1. William Shakespeare, Much Ado About Nothing — testo e sinossi della Folger Shakespeare Library ↗
  2. William Shakespeare, Othello — testo e sinossi della Folger Shakespeare Library ↗
  3. Lev Tolstoj, Anna Karenina — scheda editoriale Penguin Random House / Modern Library ↗
  4. I ponti di Madison County — sinossi e crediti ufficiali Warner Bros. Italia ↗
  5. Eyes Wide Shut — sinossi e crediti del catalogo della Biennale Cinema 2019 ↗
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