GOSSIP E LETTORI
Giulia De Lellis ci ha scritto un libro. Perché le corna degli altri ci piacciono tanto?
Il tradimento raccontato da una persona famosa ci offre dettagli, schieramenti e una domanda meno comoda: mentre giudichiamo la sua storia, che cosa stiamo cercando nella nostra?
Un commento del Narratore a partire dal libro del 2019, con due studi sul gossip. Le ricerche non analizzano le lettrici di Giulia De Lellis e non dimostrano perché il singolo abbia acquistato il volume. Il testo non ricostruisce la sua vita sentimentale attuale.
Il libro c’è. La domanda riguarda chi lo legge.
«Non mi interessa il gossip», diciamo. Poi qualcuno racconta un tradimento famoso e chiediamo con chi, da quanto tempo, chi lo sapesse prima. La nostra indifferenza ha bisogno di parecchi dettagli. E se quella storia arriva in libreria, possiamo continuare a farci domande per un intero libro, con il vantaggio di chiamarla lettura.
Nel 2019 Giulia De Lellis ha pubblicato per Mondadori Electa Le corna stanno bene su tutto. Ma io stavo meglio senza!, scritto con Stella Pulpo. [1] [2]
Già il titolo presenta un’esperienza dolorosa con una battuta che si può ripetere. Il lettore può cercarvi una storia, una confidenza, qualcosa da riconoscere. Può anche voler sapere soltanto che cosa sia successo. Non occorre attribuirgli una motivazione nobile per ammetterlo in libreria.
La persona famosa può smettere di sembrarci irraggiungibile
Una delle letture che propongo riguarda la distanza. Guardiamo la vita pubblica di qualcuno attraverso immagini selezionate, occasioni speciali, momenti che meritavano di essere mostrati. Quando quella persona racconta una delusione sentimentale, possiamo ritrovare un’esperienza che conosciamo senza avere condiviso il resto della sua esistenza.
Si può pensare che allora non succeda soltanto a noi. Oppure provare sollievo perché bellezza, popolarità e denaro non sembrano garantire una relazione felice. Le due reazioni non sono identiche. La prima cerca compagnia nel dolore; la seconda può contenere una soddisfazione meno generosa. Possono perfino convivere nello stesso lettore.
Non sappiamo quale prevalga in chi compra un libro. Per scoprirlo servirebbe ascoltarlo. Il numero di copie, da solo, non misura né l’empatia né la cattiveria del pubblico.
Il gossip ha più di una funzione
La ricerca invita a non liquidare ogni interesse per gli altri come malizia. Nel 2012 Bianca Beersma e Gerben van Kleef hanno studiato, in tre ricerche con campioni di studenti, motivazioni diverse del gossip: raccogliere e verificare informazioni, divertirsi insieme, proteggere il gruppo e influenzare in senso negativo. Nel primo studio la motivazione informativa risultava la più frequente. [3]
Questo non significa che leggere un resoconto di infedeltà protegga qualcuno, né che ogni pettegolezzo sia utile. Lo studio riguarda contesti specifici e non il pubblico di questo libro. Ci offre però una distinzione: chiedere dettagli può rispondere a bisogni diversi, e giudicare chi li chiede non ci rende capaci di riconoscerli.
Quando discutiamo una storia sentimentale possiamo anche confrontare le regole. Un messaggio conta? Un desiderio confessato ferisce più di un incontro taciuto? Di quale accordo si parla? La vicenda altrui permette di formulare domande che, rivolte al partner, cambierebbero la serata.
Nel confronto può esserci anche la paura
Un lavoro del 2014 di Elena Martinescu, Onne Janssen e Bernard Nijstad ha esaminato il gossip relativo alle competenze. Nei due studi presentati, le informazioni negative sugli altri avevano più valore per la promozione di sé e suscitavano maggiori preoccupazioni di autoprotezione rispetto a quelle positive. Queste ultime erano considerate più utili per migliorarsi. [4]
Gli autori non studiavano le corna delle celebrità. Sarebbe scorretto usare il risultato per spiegare gli acquisti in libreria. La domanda che ne ricavo, come Narratore, è più circoscritta: mentre qualcuno racconta una disavventura, stiamo valutando anche quanto potremmo esserne coinvolti?
Un lettore può cercare il dettaglio decisivo, quello che gli consentirebbe di accorgersi prima di una menzogna. Sapere come un’altra persona abbia scoperto un tradimento, però, non consegna un metodo infallibile. Se trasformiamo ogni gesto del partner in un indizio, possiamo finire per cercare soltanto ciò che conferma la nostra paura.
«Io al suo posto» è molto facile da dire
Immaginiamo una discussione fra lettori. Uno sostiene che avrebbe lasciato subito. Un’altra dice che avrebbe perdonato. Un terzo vuole sapere perché la persona tradita non si fosse accorta prima di nulla. Tutti conoscono la risposta, ma nessuno deve vivere con le conseguenze della propria risposta.
È qui che il commento può diventare presunzione. Valutare una condotta è legittimo; pretendere di decidere al posto di chi l’ha subita è un’altra faccenda. Chi racconta può essere ancora incerto, può cambiare idea, può desiderare qualcuno che gli ha fatto male. Non deve prendere la decisione che ci fa sentire più intelligenti.
Neppure chi ha tradito diventa, per questo, una persona di cui sappiamo tutto. La responsabilità per un fatto non autorizza a inventarne altri. Se una storia ci interessa, possiamo sopportare anche le informazioni che mancano.
Raccontare il dolore non obbliga a consegnarlo tutto
Un libro mette un’esperienza a disposizione del pubblico in una forma scelta. Non promette accesso illimitato a ogni messaggio, nome o particolare privato. Possiamo discuterne il linguaggio, la costruzione, ciò che ci convince o ci lascia perplessi. Il diritto di leggere non comprende il diritto di ottenere altre confessioni.
Forse la domanda più interessante, dopo il libro di Giulia De Lellis, riguarda proprio noi. Vogliamo capire una storia o vogliamo una persona che confermi la nostra idea del tradimento? Se perdona ci delude, se lascia esagera, se racconta guadagna, se tace nasconde. Con condizioni del genere, la protagonista non può mai rispondere bene.
Le corna degli altri possono offrirci compagnia, curiosità, discussione. Possono anche divertirci. Prima di chiedere un altro dettaglio, però, proviamo a domandarci che cosa ne faremo. Ascoltare qualcuno diventa più interessante quando rinunciamo a scrivergli in anticipo la risposta.
Il NarratoreINFEDELI — Parola ai traditori
PER LEGGERE, CONTROLLARE, APPROFONDIRE
Fonti e contesto
Un commento del Narratore a partire dal libro del 2019, con due studi sul gossip. Le ricerche non analizzano le lettrici di Giulia De Lellis e non dimostrano perché il singolo abbia acquistato il volume. Il testo non ricostruisce la sua vita sentimentale attuale. Fonti consultate il 20 ottobre 2026.
- Mondadori Electa — scheda editoriale di Le corna stanno bene su tutto, edizione 2019, ISBN 9788891822581 ↗
- Electa, Passioni 2019 — Fantastica Giulia!, comunicazione dell’editore che accredita Stella Pulpo ↗
- Beersma, B. e van Kleef, G. A. (2012) — Why People Gossip: An Empirical Analysis of Social Motives, Antecedents, and Consequences. Journal of Applied Social Psychology. DOI 10.1111/j.1559-1816.2012.00956.x ↗
- Martinescu, E., Janssen, O. e Nijstad, B. A. (2014) — Tell Me the Gossip: The Self-Evaluative Function of Receiving Gossip About Others. Personality and Social Psychology Bulletin, 40(12), 1668–1680. DOI 10.1177/0146167214554916 ↗